Storia della Villa

Visita il Museo Pietro Annigoni nella splendida Villa Gennaioli ad Anghiari

Il Museo Pietro Annigoni custodisce oltre 150 opere del maestro, esposte nella storica Villa Gennaioli, riflettendo la passione per l’arte e la valorizzazione del patrimonio locale.

Villa Gennaioli: custode del genio di Pietro Annigoni

La famiglia Gennaioli compare già nel ‘700 nei registri dell’archivio storico parrocchiale del comune di Anghiari, con il capostipite Santi Gennaioli. Dei tre figli di Santi, Marco avvia l’attività di agricoltore e mugnaio, sviluppata dal figlio Angiolo uomo pieno di iniziative cui si deve la costruzione, intorno al 1890, del “Villino Gennaioli”, su progetto dell’Ingegner Francesco Tuti, quale casa di famiglia e sede dell’azienda agricola, sviluppatasi con le colture del grano e del tabacco. Il luogo prescelto per la costruzione è il podere “La Fornaciaccia”, sui colli che fronteggiano le mura medievali di Anghiari, quasi un tramite tra il paese e i retrostanti poderi dell’azienda agricola. La costruzione, ultimata nel 1893, è un edificio semplice, funzionale, senza eccessive pretese stilistiche ma ben calibrato nelle proporzioni e negli spazi interni, e soprattutto dotato di una collocazione eccezionale, che apre viste uniche su Anghiari e nei giorni limpidi arriva fino alla confluenza tra Umbria e Marche. In seguito vengono realizzati la casa colonica ed il granaio, edificio in pietra a faccia vista con caratteristiche di villino rustico, adibito poi a deposito delle granaglie. Il figlio di Marco, Marco Aldo, laureato in scienze forestali e inserito nel Ministero dell’Agricoltura e Foreste, sviluppa l’azienda con criteri scientifici, e nel 1939 riammoderna radicalmente gli edifici del complesso aggiungendo alla villa una ulteriore porzione sul lato Nord, su progetto dell’ingegner Remo Magrini.

Nel 2004 la Banca di Anghiari e Stia acquisisce, dalla neonata Fondazione Marco Gennaioli, il diritto di usufruire dell’immobile e dell’ampio parco circostante.

Negli anni successivi viene avviato un ampio programma di riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’intero complesso, che passa anche attraverso l’organizzazione di un concorso di idee, denominato “BancAperta”, al quale partecipano numerosi progettisti della zona, che formulano proposte ed idee per ripensare la Villa non solo come sede di rappresentanza della Banca ma anche come struttura aperta alla comunità locale, in modo da garantirne una fruizione più ampia e condivisa.

I lavori, articolati in varie fasi, comportano il consolidamento strutturale della Villa, il restauro e la rifunzionalizzazione di alcuni ambienti, il rifacimento degli impianti e l’installazione di moderni sistemi di sicurezza, il tutto nel rispetto delle stringenti norme di tutela e di salvaguardia della preziosa dimora previste dalla regolamentazione edilizia e dalla Soprintendenza.

I lavori si protraggono per diversi anni, fino a giungere, nel 2020, all’inaugurazione della Villa, quando finalmente torna a nuova vita la splendida dimora, situata in posizione panoramica rispetto al centro storico del paese.

Particolarmente degno è il piano nobile (ove è presente una sala dotata di un balcone con affaccio scenografico sul paese di Anghiari). Viene completamente ristrutturato il piano terra e diventano accessibili le cantine. Impreziosiscono le pareti alcune decorazioni pittoriche, alcune originali e restaurate, altre ricreate ex novo seguendo lo stile di quelle esistenti.

All’ultimo piano, si tengono le riunioni del Consiglio di Amministrazione della Banca, mentre l’ampio parco diventa, nei mesi estivi, la location ideale per spettacoli di musica dal vivo e per proiezioni cinematografiche.

Conclusi i lavori della Villa, si mette mano al recupero dei fabbricati retrostanti, identificati come ex “Casa del Fattore”. Sorge così la nuova Sala Polivalente, una struttura ampia, moderna e versatile, ben inserita nel pregevole contesto paesaggistico. La Sala ospita eventi collettivi e funge da auditorium per riunioni e convegni.

Il granaio utilizzato nel ‘900 dall’azienda agricola della famiglia Gennaioli, ospita oggi la sede della Fondazione Marco Gennaioli.